Crediutuel’s Weblog











«Vado allo zoo. Tutte le bestie hanno un contegno decente, all’infuori della scimmia. Si sente che l’uomo non è lontano».
Emile Cioran

In fondo, come si dice, è sempre primavera a Los Angeles. Ma a Palm Springs lo è ancora di più. E una scimmia, tra un bagno di sole e l’altro, ha scritto le sue memorie. Una scimmia tenacemente dalla parte del sogno: solo che lei, al contrario di noi, accipicchia se il sogno lo porta bene, nonostante settantasei anni compiuti e una vita di eccessi. Ma poteva essere diversamente, quando si è passata la gioventù con le zampe sulle spalle – sensualissime – di Johnny Weissmuller, campione di nuoto e, soprattutto, indimenticato interprete cinematografico di Tarzan?
Sì, l’intuizione è giusta, stiamo parlando di Cheeta. In Inghilterra è appena uscito il suo Me, Cheeta: The Autobiography (Fourth Estate, pagg. 336, sterline 16,99) e non chiedeteci chi l’ha scritto, dal momento che persino Borges suggeriva che avendo tempo – e ultimamente Cheeta ne ha avuto molto, nel suo ospizio extralusso con campo di golf a Palm Springs – persino una scimmia poteva metter giù il Don Chisciotte, battendo a caso, all’infinito, sui tasti di una macchina per scrivere. Se questa volta è andata così, complimenti Cheeta: la metà degli autori italiani contemporanei non scrive come te. Hai verve e buona memoria, e quei Martini che hai bevuto con Humphrey Bogart e le Camel già accese che lui ti passava, non sono stati sprecati.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302818



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