Il mondo salvato dai vecchietti. Perché gli over 65 più che dallo scippo all’ufficio postale sono spaventati dalla fame nel mondo, più che i rom temono l’inquinamento atmosferico: e si rimboccano le maniche. È il dato, sorprendente, che il Censis proporrà al World Social Summit dedicato alle paure planetarie, organizzato dalla Fondazione Roma dal 22 al 26 settembre, in cui premi Nobel studiosi, scrittori, scienziati e imprenditori dialogheranno sulle grandi angosce del millennio. In realtà i ricercatori non si sono sorpresi affatto dalla capacità della generazione degli anziani di razionalizzare le «grandi paure»: «È la generazione che ha fatto l’Italia – spiega Giuseppe Roma, direttore generale del Censis – che ha avuto l’allungamento della vita e la buona salute, che ha valori di riferimento forti e idee chiare sul mondo, quella che – per intenderci – segna un solco netto tra democratici e antidemocratici. È una delle poche generazioni consapevoli, che non dà risposte emotive ma vive i problemi in prima persona. Si veda l’atteggiamento nei confronti dell’ambiente: magari non sprecano parole, ma sono i più concreti». Da dieci anni il Censis segue l’evoluzione delle grandi paure di chi invecchia. All’inizio era l’idea della morte, ma è finita «fuori classifica», non c’è più: la vita si è allungata; poi quella di non essere autosufficienti, e medicina e prevenzione hanno fatto molto; ancora la paura della solitudine, combattuta con la socializzazione, che porta anche a ridurre l’uso di farmaci; oggi al primo posto gli anziani dichiarano la paura di non essere presenti a se stessi, di perdere le capacità intellettive.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78502