Il premier Erdogan La settimana in cui la magistratura turca potrebbe dichiarare fuori legge il partito di governo insieme al premier Recep Tayyip Erdogan e il presidente Abdullah Gul si è aperta con un doppio attentato a Istanbul, nel quartiere popolare di Gungoren, nella parte europea della città, il cui bilancio è di 17 morti e oltre 150 feriti, di cui una cinquantina ancora ricoverati. Mentre fioccano le condanne e gli attestati di solidarietà internazionali, i media e l’opposizione laica accusano i terroristi curdi del Pkk. Ma le autorità rimangono più prudenti. «Sembra esserci un legame i separatisti. Ci stiamo lavorando, speriamo di avere dei riscontri il prima possibile», ha dichiarato alla stampa il governatore della città, Muammer Guler. Erdogan, arrivato da Ankara dopo aver cancellato una riunione del Consiglio dei ministri, ha lanciato un appello all’unità nazionale. «Oggi è il giorno dell’unità nazionale – ha detto – ancora oggi ci troviamo di fronte al terrore. Sono 30-35 anni che la Turchia si oppone al terrore. Non posso fare politica da questi microfoni. Non si può fare politica davanti ai morti e al sangue. Questo voglio dire. Oggi dobbiamo essere uniti». Secondo la Cnn turca, che cita fonti della polizia, le indagini stanno puntando proprio sul Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan nel maggio 2007 rivendicò un attacco suicida in una via commerciale di Ankara che provocò 7 morti.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77527